04 Marzo 2010

La gestione del personale di servizio.

Ho dato l'eternità libera e fluida ai miei neuroni.
Portassero dei souvenir, magari, da terre che per colpa delle mie nevrosi non potrò mai visitare, come il Sud America, per via del mio terrore per gli insetti antropodimensionali.
Il fegato è in vacanza, si è preso una pausa di riflessione dal pancreas, che ha ringraziato.
Fiumi di birra scorrono con il mio tempo, immutabile e fedele, come quella poesia di Majakovskji che vorrei urlarti nelle orecchie.
Gli arti ondeggiano, come se fossi sempre in acqua o in un liquido eterno e primordiale, fra amebe e piccoli feti.
Come se fossi tornata nel ventre materno, seppur distesa, immersa nel liquido amniotico di mia madre, della Terra tutta.
Nuotare è riflettersi nell'abisso azzurro per selezionare occasioni, memorie, profitti e lunghi monologhi che vorrei fare a tutte le persone che conosco e che mi hanno lasciato qualcosa. Una cosa complessa e difficile da gestire perchè prevede metafore, anafore, iperbati e sinestesie.
(Mai stata troppo brava a scrivere in metrica.)
Ho buttato il mio cuore fra le stelle, come la donna cannone.
Anche se non è enorme. Cammina al tuo fianco, come la mia anima che non sono riuscita a tenere rinchiusa a lungo in quel vaso.
I miei occhi tremano, forse più del solito ultimamente.
Ho perso molte cose, persone, luoghi, tutto si erge lontano, troppo lontano eppur rimangono tutti come fari ad indicarmi varie rotte e destinazioni possibili.
Andiamo avanti, con l'armatura a noleggio, la spada che non fende nulla, se non le mie parole e la mia immagine quando raramente la incontra.
Non sono capace, non riesco ad uccidere, perchè penso al dolore delle mie memorie e a quelle del pianeta che si sgretola mentre dormiamo.
Andiamo avanti, con l'elmo in testa, ma la visiera alzata.
Spero di vederti, nel buio.
ABOVE WORDS.

 
26 Gennaio 2010

Chi mi ha arruolato nei ranghi del genere umano?



se il tempo mi darà sgualcite parole
le farò rimanere tali, nulla turberà
la compostezza del loro dolore.
il cosmo non ha bisogno
delle mie apprensioni,
della mia esistenza, acrobata e incostante,
io stessa ne provo disgusto.

 
17 Gennaio 2010

Desiderio di tenerezza.



Aphex Twin - Nannou.

Tags: aphex
 
09 Gennaio 2010

Dura lux, aeterna.

siamo convinte che continueremo ad andare avanti.
la neve continua a cadere, arrossendo le mie mani.
ti ho seguita per chiederti chiarimenti, pur sapendo che non sei la sibilla cumana.
mi hai guardata in viso, con quegli occhi quasi gialli, con quel taglio così simile al mio, quasi identico.
hai sorriso. mi sono sempre lamentata della tua poca cura per i tuoi denti. lo vorrei fare nuovamente ma il senso dell'eternità è sceso su di noi, come un fulmine e ci ha lasciate immobili, in attesa.
io non ti chiederò mai, tu mai mi risponderai.
Madre.

ti guardo come se non sapessi altro che il tuo nome, hai anestetizzato la tua storia per non far crescere la pianta del dolore, stava arrivando al soffitto della tua anima.
eppure si è formato un ramo che ha invaso la tua strada, il mio ramo folle, malato, silenzioso e costante nell'indagine del proprio dolore.
ti ho contaminata.
ho sulle labbra la parola "scusami" ma non riesco a dirla.

"ciao mamma, ci vediamo a pasqua. ti voglio bene"
la porta del treno si chiude e le tue lacrime si confondono con la pioggia sul finestrino.

 
28 Dicembre 2009

Più felici di quanto.

“Carissimo. Sono certa che sto impazzendo di nuovo. Sono certa che non possiamo affrontare un altro di quei terribili momenti. Comincio a sentire voci e non riesco a concentrarmi. Quindi faccio quella che mi sembra la cosa migliore da fare. Tu mi hai dato la più grande felicità possibile. Sei stato in ogni senso tutto quello che un uomo poteva essere. So che ti sto rovinando la vita. So che senza di me potresti lavorare e lo farai, lo so… Vedi non riesco neanche a scrivere degnamente queste righe… Voglio dirti che devo a te tutta la felicità della mia vita. Sei stato infinitamente paziente con me. E incredibilmente buono. Tutto mi ha abbandonata tranne la certezza della tua bontà. Non posso continuare a rovinare la tua vita. Non credo che due persone avrebbero potuto essere più felici di quanto lo siamo stati noi.”
Virginia.

 
10 Novembre 2009

Confusione fa rima con illusione.

Non occorre che gli altri intendano,
è metafisica del sogno, irriducibile
al quotidiano, che è mero simbolo dell'abbandono;
si rimane mistero di se stessi,
confusi,
lontani e non voluti da chi si ama.
Offro alla vita la diaspora del mio corpo,
della mia memoria, del mio singolo tutto
-sarebbe meglio chiamarlo niente o inezia-
la compassione nei gesti
e nell'atto di chinare il capo.
La bellezza che avevo negli occhi
l'ho resa implorante e assente,
assorta in qualcosa che non si può più vedere.

 
19 Agosto 2009

Meditare con Francois Villon

Mais ou sont les neiges d'antan?

Non posso fare altro che chiedermi, stretta al mio cinismo romantico (e trovate voi il nesso/compromesso fra le due parti, signori), se ha senso stare ad aspettare nel porto
quando la tua nave è già salpata con netto anticipo.

Sì, se si è autolesionisti, malinconici e fan dei leitmotiv "chi l'ha dura la vince!".
Pensare che l'equipaggio si accorga che a bordo manca una cosa preziosa e inverta la rotta prima che sia troppo
tardi, per tutto e per tutti, e che quel gioiello mancante sia tu, o meglio, io, la sottoscritta.
Ma so che l'attesa sarà inutile.
Minosse ha già avvolto la coda su se stesso e io sono piombata giù, nel girone degli illusi. Incatenata all'ancora
delle possibilità rimosse, incagliata in fondo al mare. Lontano.

E assieme agli impiccati e alla loro danse macabre, ai Saint-Saëns eterni e quelli dell'ultim'ora, immagino
la serenità dei passati inverni, quella sicurezza di avere una nave in porto pronta a partire ad un mio cenno.
E' così difficile evitare di farneticare sul molo vuoto e cercare di prendere un'ALTRA nave?
 
02 Agosto 2009

Dall'isola del giorno prima.

Incatenata, non capisco; fatico ad aprire gli occhi davanti a un pensare così ingarbugliato ed intenso e mi scopro
simile al mio micione curioso che tenta ogni volta di sciogliere qualche bandolo di una qualche matassa.
No, non sono io a cucire, a malapena sono in grado di sistemare asola e bottone.

Necessaria era dunque una prova fisico-scientifica per comprendere il mio ultimo amante a cui ho accarezzato lungamente le pagine.
L'intricato Roberto mi ha vinta, con il suo esperimento folle ma saggio, di vivere come una pietra, rotolandosi come un masso sul ponte della Daphne. Ho provato anche io a farlo, stendendo la mia triste figura lungo i pavimenti freddi della mia casa. A parte il refrigerio, mi sono scoperta incapace di stare completamente immobile: o su un fianco, o supina o prona che fossi, qualcosa di me si muoveva.
Non sono un buon masso, senza poi dimenticare di dire (prima che sia qualche altra persona a farmelo presente )che una pietra rimane ferma su una superficie perfettamente piana.
Tento l'esperimento altrove, su un divano piuttosto morbido.
Rotolo, lentamente fino all'orlo estremo e da bravo masso qual sono cado.
Pesantemente urto il fianco sinistro, il gomito. Da lì a quel livido (solo uno ne è rimasto) ci sono 10 cm massimo.

Lo so, so benissimo che i massi non piangono, ma quel livido mi ricorda l'inafferato e l'inespresso, l'atteso infinito.
L'amore di Roberto per la sua Lilia, così forte da spingerlo verso il mare, verso l'isola del giorno prima, verso il punto di partenza, l'immutabile ieri ma invivibile mi ricorda i miei mai più.
E mi ritrovo, dolorante, seppur masso, questa volta immobile con la bocca spalancata a chiedermi se l'amore sia o no un sentimento effettivamente umano, o per tutto il macrocosmo, mi ritrovo a pensare come pietra che piange.

Petra, mia bella dal cuor di pietra, dopo Dante fai disperar anche me.

 
08 Giugno 2009

Garofani verdi.

 



On this quest for answers, shaped my eyes
Without anger, wasted line
Can't you sense this feeling, feel it flow
I'm stronger now, let the tension go

I'm holding head above water
You can't break me... Shredded


(Green Carnation, High Tide Waves, live in "A night under the dam")

 

 

 
16 Aprile 2009

L'eterno ritorno, ovvero le persone non cambiano.

"Così passarono cinque giorni e, all'improvviso, nell'appartamento comparve Tomas. Karenin si precipitò a leccargli il viso, risparmiando loro per un lungo istante
la necessità di dirsi qualcosa.
   Erano faccia a faccia in mezzo a una landa coperta di neve e tremavano di freddo.
   Poi si avvicinarono come amanti che non si siano ancora mai baciati.
   Lui le chiese: "Va tutto bene?"
   "Sì." rispose lei.
   "Sei stata al giornale?"
   "Ho telefonato"
   "E allora?"
   "Niente. Aspettavo."
   "Cosa?"

Lei tacque. Non gli poteva dire che aspettava lui."

                                                              Milan Kundera - L'insoostenibile leggerezza dell'essere.

 
11 Aprile 2009

L'ennesima variazione sul dolore.

 
Guardami, mentre ti pugnalo,

affonda la lama e la bestia ride,

guardami mentre la lama affonda,

ti sollevo la faccia e ti dico “guardami”

svegliandoti dal dolore e dal grido sordo,

soffocata la risata della bestia mentre ti pugnalo;

guardami, o pensi sia inevitabile questa follia,

mia come le dosi che non servono

se non a solcare il mio stomaco:

come un grande aratro, coltivano il dolore;

la bestia è a cavalcioni su di me e ride,

e tu guardami, mentre ti colpisco,

ti stendo sul pavimento come se fossi il manto

della follia. Era mia o tua, questa follia?

Ti ferisco, ma sono io a perdere sangue e forze.

Guardami, mentre pugnalo me stessa,

gridi tu, tu straziato ti pieghi e gridi ancora,

cadiamo entrambi sul pavimento

come reliquie appese alle nuvole

e la bestia accende l'incenso e diventiamo sacri.

 
17 Marzo 2009

Una Variazione.

Per la tua pelle olivastra per la tua mascella cadente
per le tue virginee denta per il tuo pelo bruno per il
tuo amore impossibile per il tuo sangue olivastro e la
mascella inferiore cadente per l'amministrazione dei beni
che non consiglia altre armonie, per l'amore e per il mistero
per la tua voracità e per la mia per il tuo sondare impossibile
abissi - per la mia mania di grandezza per il tuo irrobustire
per la mia debolezza per il tuo cadere e risollevarti
sempre si chiamerà chimera il breve viaggio fatto alle
stelle.
                            Amelia Rosselli.

 
07 Marzo 2009

Ritornelli e stornelli d'autore

"Ritornello per piangere" di Jean Tardieu

(Rassegnato ma chiaroveggente)
 

Ho appreso molto

e inteso tutto

non ho capito niente

e niente imparato.

Avevo intrapreso

avevo inteso

mi ero perduto

mi sono ripreso

poi ho perso tutto.

Quando hanno capito

che ero perduto

mi hanno atteso

mi hanno compreso

mi hanno confuso

poi tutto mi hanno preso

e per il collo mi hanno appeso.

Dopo avermi impiccato

un premio di virtù

un premio ho avuto.

Allora ho capito:

era tutto perduto.

 
23 Febbraio 2009

Inopinabile.

"E' strano - ripeteva Ebdomero a se stesso - a me, il pensiero che qualcosa sia sfuggito alla mia comprensione impedirebbe di dormire, mentre la gente in genere può vedere, udire o leggere cose per essa completamente oscure senza turbarsi."

da "Ebdomero" di Giorgio De Chirico.

 
19 Febbraio 2009

Politkvoskaia, nessun colpevole

Interrompo la serie infinita dei miei deliri personali ed emotivamente traballanti a questa notizia.
Tutti i quattro imputati del processo per l'omicidio di Anna Politkvoskaja sono stati assolti.
Certamente, perchè la poverina era talmente disperata che probabilmente si è sparata da sola e i giudici moscoviti hanno ben pensato di appoggiare la meravigliosa condotta del governo russo in quelle che sono vere e proprie colonie d'assalto e d'aggressione immotivata (Ceceina e Georgia).
Una delle più grandi giornaliste esistite è morta, chissà in che modo, certamente inopportuno per la madrepatria Russia.
Penso sempre che l'inno russo sia uno dei più belli mai composti, ma decisamente credo anche che le anime morte esistano in quella giuria.
Tatiana Lokshina, di Human Rights Watch : "una assoluta mancanza di giustizia su una vicenda che ha sconvolto tutto il mondo".

E adesso sì che i miei pensieri sono ancora più contorti e immotivati.
Umilmente, Anna, continuerò a ringraziarti.

 
avanti >

home iscriviti
© BanzaiMedia | Community | Tutti i video | Testi canzoni | Cinema e Film | Aiuto e supporto